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Cronache dal Bibenda Day 2016

Un racconto coinvolgente per chi non c'era o per risvegliare le emozioni di chi c'era

15/03/2016
Bibenda Day 2016
Bibenda Day 2016
Si è svolto sabato, nel suggestivo salone del Rome Cavalieri, il consueto appuntamento con il Bibenda Day, la più grande degustazione d'Italia che ogni anno viene organizzata dalla Fondazione Italiana Sommelier nella sede romana. 

Giunti alla 16ª edizione, il tema di quest'anno è "la primavera dei grandi vini". 
Una vera e propria maratona quella che ha visto gli oltre 600 partecipanti degustare sei batterie di vini per un totale di venticinque storiche etichette da ogni parte d'Italia. 

Alle ore 16 il saluto del presidente Franco Maria Ricci apre l'evento. 
Il primo docente relatore a salire sul palco è l'esuberante Luciano Mallozzi che con la sua irresistibile ironia racconta sapientemente le prime quattro etichette della categoria "i grandi Spumanti italiani". 
Un inaspettato Prosecco del '92 di Nino Franco in perfette condizioni anticipa, sbalordendo il pubblico, tre grandissimi Franciacorta: Vittorio Moretti, Annamaria Clementi Rosè e Cuvée Cinque Vendemmie di Uberti. 

È il turno di Daniele Maestri e dei "grandi Bianchi del freddo"; il Piemonte è noto per i suoi straordinari Rossi ma in questa occasione il Timorasso di Massa e lo Chardonnay Gaia e Ray non sono stati da meno. Seguono Alto Adige Pinot Bianco Terlan e Lugana '03 Zenato. 

Giuliano Lemme ci porta più a Sud con "i Grandi Bianchi del sole": il mitico Fiorano, vino dimenticato di Roma, incanta per la sua storia la platea. Le emozioni continuano con il Trebbiano di Valentini, Fiorduva, Dettori bianco e Nozze d'Oro di Tasca d'Almerita. 

Soltanto pochi minuti di pausa tra una batteria e l'altra; il ritmo è frenetico ma ne vale la pena. 

Massimo Billetto porta sul palco "i grandi Rossi del Nord"; per la prima volta dopo tanti anni non parla di Champagne ma questa categoria è altrettanto nelle sue corde. Shweizer 2004, Gattinara 2006 Travaglini, San Leonardo 2000 ed un monumentale Rocche del Falletto di Bruno Giacosa, un vino che a casa di Massimo non manca e di cui l'amico Paolo Lauciani fa ogni volta piazza pulita. 

È proprio Paolo a succedergli per raccontare quattro "grandi Rossi toscani", quattro fuoriclasse amati in tutto il mondo: Sassicaia, Flaccianello, Tignanello e Riserva Biondi Santi. 

Chiude con leggiadria e la sua enorme capacità emozionale la deliziosa Daniela Scrobogna, con una categoria inedita ma da futuro sicuramente roseo: "i grandi Rossi dell'Etna".
Quattro storie differenti quattro capolavori di un'enologia impregnata di storia e tradizione. 

Seicento persone, stanche ma soddisfatte, balzano in piedi levandosi in un caloroso applauso alla straordinaria organizzazione al termine della storica degustazione. 
È il momento dei saluti, appuntamento all'anno prossimo con il Bibenda Day, il più grande evento di degustazione d'Italia!
Daniele Rigillo
Fotografie
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