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Tutte le ultime notizie dalla delegazione regionale Lombardia di Fondazione Italiana Sommelier

Il Re del Negroamaro incanta Milano

Racconto di una serata di primavera in compagnia di Le Braci

22/04/2016
Fotografia
Un viaggio nel Salento e nell’amore per una terra ricca di tradizione e storia, attraverso un percorso nelle cantine Severino Garofano e la loro eccellenza, il Negroamaro, varietà d’uva proveniente dell’agro di Copertino che vede fedele rappresentanza in LE BRACI.
Le Braci® Salento IGP Rosso è un vino elegante, sontuoso al palato, con un bouquet persistente e ricco. Sviluppa tutte le sue potenzialità già durante l’invecchiamento in piccole botti di legno, il quale, oltre a stabilizzare il suo colore intenso con riflessi purpurei tendenti al granato, induce una riduzione dell’astringenza. Sono evidenti i profumi di fiori e di frutta, la menta, la prugna, le note sottilissime di frutti piccoli, la liquirizia, la vaniglia e le spezie. La morbidezza del suo sapore lungo chiude con una piacevole vena amarognola tipica del Negroamaro. L’avvizzimento degli acini, dona a Le Braci una struttura complessa.
La Verticale di Le Braci tenutasi ieri sera a Milano racconta un viaggio nei campi, nei vigneti, nelle mani che li lavorano e nel tempo, attraverso le annate 2000-2001-2003-2004-2006-2007 (le annate 2002 e 2005 non sono state prodotte volutamente dall’azienda) condotta da Mariaclara Menenti, docente della Fondazione Italiana Sommelier, Stefano Garofano – Azienda Monaci di Severino Garofano e Daniele Rigillo, presidente della Fondazione Italiana Sommelier Lombardia. Proviamo a ripercorerla passo passo attraverso il racconto delle annate.

Le Braci 2007
Colore granato, notevole e consistente. Colpiscono il frutto di bosco maturo, le note selvatiche, il richiamo della terra e della macchia mediterranea e le connotazioni speziate. Emergono toni di humus, di terra bagnata e un leggero soffio di cacao amaro e balsamico nel finale. Vino austero ma equilibrato con toni delicati, mai aggressivi, lasciando emergere delle note fruttate, chinate di rabarbaro e con una persistenza lunga che sembra quasi trasformarsi in una “passata di prugne”

Le Braci 2006
È una delle andate più singolari. L’impatto, ad un anno di distanza dall’etichetta precedente, è diverso e meno evidente è la presenza del frutto; anche il bagaglio speziato si fa più aromatico. Cenni di china, di rabarbaro e noce moscata, note di pelle, pellicce, macchia mediterranea, humus e terra bagnata la fanno da padrone. I toni speziati attribuiscono eleganza e diventano dominanti, prendendo il posto del frutto. Vino forte e incredibile a livello gustativo, la sapidità e l’acidità a differenza del 2007 si fondono, con un finale lungo e piacevole caratterizzato da una nota particolare di arancia sanguinella. Un grandissimo vino, molto complesso, con toni balsamici appena presenti, un tannino levigato, equilibrato, elegante e più austero del 2007, come in realtà deve essere un Negroamaro.
Le Braci 2006, è il più austero e chiuso di tutte le annate presentate e solo adesso inizia ad aprirsi, dimenticando le note fruttate.

Le Braci 2004
Presenta un colore granato caratteristico, con nuance arancia; ottima la consistenza. Vino di 14,5% come tutti i Le Braci. Regala toni di prugna secca, gelso e sottobosco; si nota il balsamico, il cardamomo, l’humus e il sottobosco, cosi come sono presenti delle note chinate. Morbido al palato con virgole di freschezza e sapidità che si prolunga come un tappeto lungo tutta la bocca.
Le Braci 2004 è un vino austero e di nuovo concede poco, presenta note che assomigliano di più alla macchia mediterranea e al sottobosco.

Le Braci 2003
Annata molto calda. Presenta dei toni che tendono all’aranciato, insieme a toni granato scuro. Vino austero, corposo e vellutato è più chiuso rispetto ai vini più giovani. In bocca è strutturato, corpulento, con profumi di sottobosco, humus, muschio, legni, frutto scuro maturo e frutta secca. Presenta toni balsamici con note di erbe aromatiche e fiori di senape. Si tratta d’un vino ancora esuberante per essere una annata non più così giovane.
Le Braci 2003 è figlio di un’annata completamente diversa dove si scopre un frutto cosi corposo da essere quasi masticabile, accanto a una mineralità preponderante.

Le Braci 2001
Vino evoluto ma perfettamente integro, all’aspetto più snello nel calice con un unghia leggermente scarica e chiara. Sono i toni floreali e fruttati a rivelarsi all’immediato sul palato, con amarena, cuoio, macchia mediterranea in sviluppo. Si tratta senza dubbio di un’annata elegante e suadente con accenni delicati di mirto. Sorprendentemente i toni balsamici restano in secondo piano, lasciando prevalere il frutto e delle note finali di liquirizia.
Le Braci 2001 è un vino vivace e molto fresco, sembra un vino giovane che fa dimenticare i suoi quindici anni.

Le Braci 2000
Struttura importante e note più cariche.  Sono i toni scuri e legnosi a essere evidenti, seguiti da una forte presenza della terra e del frutto. Un bouquet complesso con leggeri toni mentolati. I profumi si fanno scuri ma con un’incredibile presenza di un frutto croccante; ci si aspetta da un 2000 un vigore cosi evidente, una tale esuberanza ed equilibrio allo stesso tempo. È un vino pieno e maturo, nel finale le note amarognole scompaiono davanti a un evidente frutto passito. Si tratta di una annata molto speciale.
Le Braci 2000 è interprete di un’annata dall’eleganza straordinaria insieme al 2001, e ci rivela ciò che vuole essere: vigoroso, scontroso e austero, come è il Negroamaro.
La famiglia Garofano ha voluto regalare a questa splendida verticale, arricchita dalle dolci note della frutta ricoperta di cioccolato fondente della azienda dolciaria Maglio, l’anteprima di un Negroamaro 2015 prelevato dalle barrique, non ancora Le Braci ma con l’augurio di diventarlo.

Negroamaro 2015.
L’aspetto rubino porpora segna la sua giovane età. Note di frutto freschissimo, violette e frutti di bosco tornano subito alla mente. Vino che è senza dubbio all’inizio d’una crescita strutturale e che si porta verso l’abbandono dei cosiddetti toni ”piacioni”, semplici e amabili, per diventare un vino dai toni altamente aristocratici. Freschezza incredibile al palato dove si sentono i tannini che ci avvolgono. Il frutto man mano si disperde per lasciare spazio a profumi più austeri di china e rabarbaro. In conclusione l‘annata del 2015 è un gran NEGROAMARO.
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